Taranto Convento “San Pasquale Baylon”

Guardiania.

Parrocchia.

I frati sono impegnati nella costruzione della “Rete per il Mediterraneo”, Progetto inserito nelle attività del Centro provinciale per la Giustizia, la Pace e l’integrità del Creato (GPIC) che ha sede in Taranto.
La fraternità è impegnata in una sinergia di intenti ed operazioni tra centro GPIC ed animazione della Comunità Parrocchiale e promozione del culto di Sant’Egidio.
I frati sviluppano un’azione culturale attraverso la “Via Pulchritudinis” di cui le Opere Culturali di Taranto (Pinacoteca d’Arte e Biblioteca) sono parte integrante.

 

Contatti

Convento “San Pasquale Baylon” – Taranto

Via Pitagora, 32 • 74123
Taranto

Tel.099.4594176
Email: fraticastellaneta@virgilio.it“>
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Fraternità

fr. Zecca Francesco
Definitore prov.le, Guardiano, Economo, Animatore prov.le GPIC, Redattore Salento Francescano

fr. Buonfrate Pio

fr. Chirico Vincenzo
Parroco

fr. Pichierri Daniele
Vicario, Vicario Parrocchiale

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Storia

La Taranto ecclesiastica del ‘700, già ricca di presenze religiose sia nella città vecchia dell’isola e sia nel nuovo Borgo dopo molte resistenze accettò l’impianto di una residenza alcantarina all’imbocco dei due mari, voluta espressamente dal Sindaco e dall’Amministrazione civica.

Infatti per questa fondazione i Padri Alcantarini dovettero superare le opposizioni del clero diocesano, dell’Arcivescovo di Taranto, Mons. Giovanni Rossi (1738-1750), ma soprattutto dei Frati Minori Riformati del vicino Convento di S. Antonio ed anche dei dirimpettai religiosi Carmelitani.

Queste opposizioni durarono per ben 12 anni da quando il Sindaco di Taranto, Giovanni Delli Ponti, il 31 maggio 1736 chiese al Provinciale Alcantarino di Terra d’Otranto di fondare un convento di Frati Alcantarini nella propria città. Anche il Castellano di Taranto, a costruzione iniziata, presentò delle difficoltà in quanto la nuova costruzione si veniva a trovare troppo vicino alla fortezza del castello.

In verità la fondazione del convento di S. Pasquale Baylon a Taranto la si deve principalmente ad un fratello laico, Fra Serafino Carrozzini di Soleto, il quale riuscì ad ottenere dal Re di Napoli, Carlo III, e dalla sua consorte, Amalia di Sassonia, il Decreto di fondazione il 15 aprile 1747 ( la motivazione del Decreto era questa: “E’ necessario costruire il convento a Taranto, perchè Madama la Regina lo vuole”), avvalorato dal Breve pontificio di Papa Benedetto XIV “Ex injunctae”, inviato proprio all’Arcivescovo di Taranto, Mons. Giovanni Rossi, il 23 aprile 1748.

In tempi ragionevolmente brevi, dopo la pose della prima pietra il 2 giugno 1748, la costruzione del convento per le dimore alcantarine fu completato su un impianto classico ed abitato da un nutrito numero di religiosi, Va segnalata la donazione fatta ai Frati alcantarini da parte dell’Arcivescovo di Taranto, Mons. Francesco Saverio Mastrilli (1759-1777), della sua ricca biblioteca e di numerose tele, ora esposte nei corridoi del Museo Nazionale Archeologico di Taranto.

La chiesa fu terminata qualche anno dopo la costruzione del convento, probabilmente nel 1794, ha un impianto architettonico in stile barocco snello e sobrio negli stucchi; alla navata centrale si affiancano due passaggi laterali che corrispondono a due navatelle laterali, nella navata di sinistra si trova l’altare di S. Egidio che custodisce la reliquia insigne del santo (femore); l’altare centrale in marmi policromi del sec. XVII proviene dal Monastero soppresso delle clarisse della città vecchia.

La chiesa e la sacrestia conservano un cospicuo numero di tele di grande valore artistico, tanto da costituire una vera e importante pinacoteca di arte sacra.

Lo storico convento di S. Pasquale Baylon di Taranto restò quasi immune durante la soppressione napoleonica, ma fu requisito totalmente e con un anno di anticipo (1865) con la soppressione del 1866. Le sue numerose celle servirono come carcere, ricovero per persone bisognose. Nel 1875, quando i detenuti furono trasferiti nel soppresso Convento S. Antonio, tutto il complesso dell’antico convento alcantarino, radicalmente trasformato, divenne Museo Archeologico Nazionale.

Nel 1881 in un pezzo di giardino accanto alla sacrestia i Frati costruirono un piano terra e poi anche un primo piano in pietra per la Fraternità che gradatamente si andava ricomponendo.

In tempi relativamente recenti (1935) furono sopraelevati un secondo e un terzo piano con solai in cemento armato per accogliere i numerosi giovani in formazione.

Mons. Guglielmo Motolese, Ausiliare dell’Arcivescovo di Taranto, Mons. Ferdinando Bernardi (1935-1961), propose anche la chiesa di S. Pasquale come parrocchia, che i Frati accettarono con la Convenzione del 10 gennaio 1961, nominando primo parroco, P. Teodosio Lischi.