Galatone Convento “S. Maria della Grazia”

Guardiania.

Santuario.

Casa di Accoglienza Vocazionale

Ai frati è affidato il delicato compito del primo annuncio e della proposta vocazionale indirizzata principalmente ai giovani, anche nella sua forma di accoglienza residenziale e/o periodica.
L’azione di primo annuncio si concretizza anche nell’animazione delle Missioni ad Gentes e nell’assistenza al laicato francescano.
La fraternità offre disponibilità per particolari momenti (residenziali e non) di accoglienza ed animazione di occasioni di spiritualità e preghiera per i frati ed i gruppi di laici che ne facciano richiesta.
Ai frati è affidata la Cappellania delle Sorelle Povere di Nardò ed animano le realtà pastorali di Casarano (LE), Casa filiale senza la presenza dei frati, come stabilito dagli Statuti Peculiari (n. 9)

Contatti

Convento “S. Maria della Grazia” – Galatone (LE)

Via Madonna della Grazia, 18 • 73045 Galatone (LE)
Tel.: 0833.864039
Email:
Sito Web: www.santuariolagrazia.it
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Fraternità

fr. Gigante Milko
Vicario prov.le, Guardiano, Segretario prov.le FeS, Animatore Vocazionale prov.le e Animatore di Pastorale Giovanile

fr. De Pascalis Tarcisio

fr. Rodio Franco
Vicario, Economo, Animatore prov.le Missioni ad Gentes, Animatore prov.le Dialogo Ecumenico

Alla fraternità sono affidati:

Convento “Santa Maria degli Angeli”
Via Padre Bonaventura De Monte, 2 • 73042 Casarano (LE)

Oasi “San Bonaventura” – San Simone (LE)

Oasi “San Francesco” – Alimini (Otranto – LE)

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Storia

Per custodire l’immagine della Madonna col bambino di epoca basiliana (sec. XIII) offesa all’occhio destro nel 1586 da un atto sacrilego, il Vescovo di Nardò, Fabio Fornari, sollecitato dal clero e dai fedeli, pensò di costruire una chiesa capace e degna di ospitare la miracolosa immagine della Madonna, Madre di Dio.

L’8 gennaio 1590 iniziarono i lavori per la costruzione del sacro edificio su progetto del noto architetto, Gian Maria Tarantino di Nardò, e terminarono nel 1595, mentre la facciata fu completata nel 1597, come è scolpito sull’architrave della porta d’ingresso.

La chiesa è una testimonianza architettonica dell’arte tardo rinascimentale a una sola navata rivolta verso oriente. Sulla parete di fondo sopra l’altare fu collocata la preziosa icona della Madonna col bambino. L’edificio sacro con il titolo “S. Maria della Grazia” fu consacrato da Mons. Antonio Sanfelice, Vescovo di Nardò, il 10 maggio 1711.

Nel corso del tempo sono stati operati molti interventi all’interno e all’esterno della chiesa. Nel 1882, a 700 anni della nascita di S. Francesco d’Assisi, fu restaurato l’interno della chiesa, ricoprendo di marmi, di succhi e di tele tutta la superficie delle pareti; nel 1928, a ricordo dei 700 anni della morte e della canonizzazione di S. Francesco, fu restaurato e completato allo stato attuale la facciata della chiesa.

Mons. Corrado Ursi l’8 settembre 1956 eleva ufficialmente la chiesa della Madonna della Grazia di Galatone a Santuario Mariano Diocesano “per la venerazione dei Galatonesi e dei forestieri per tanti e numerosi benefici della stessa Vergine che mai mancarono ai supplicanti”.

Altri rifacimenti furono eseguiti negli ultimi decenni del 1900: la chiesa venne ripulita radicalmente dalle sovrastrutture del tempo e riportata alla sobria eleganza tardo-romanica, come era stata disegnata dall’Architetto Gian Maria Tarantino nel 1590.

Nel 1972 l’affresco con l’immagine della Madonna con l’occhio nero fu tolto dal suo posto centrale e collocato su una stele in cemento e pietra all’interno del presbiterio.

Dopo quasi cento anni dalla costruzione della chiesa, il Vescovo Tommaso Brancaccio (1669-1678) invitò i Frati Francescani Alcantarini, detti Scalzi, a custodire e curare la devozione alla Madonna della Grazia. Dopo aver raggiunto gli accordi e firmati i contratti per l’apertura di un nuovo convento a Galatone, i Frati Alcantarini si trasferirono il 30 Novembre 1675 nelle stanze della Villa del Vescovo adiacente alla chiesa: il primo Guardiano fu lo spagnolo P. Bartolomeo di S. Giovanni.

I Frati Alcantarini si trovarono a disagio nell’abitare le ampie e nobili sale della sede vescovile, così si affidarono al noto ingegnere, Frate Minore della serafica Riforma, Fra Nicolò Melelli di Lequile. Fra Nicolò trasformò con riconosciuta perizia le stanze superiori ottenendo al primo piano 21 celle tipicamente alcantarine e, al secondo piano, 15 stanzette ancora più anguste per il Noviziato.

Intorno al 1860, con il contributo economico del sig. Nicola Maglio, fu realizzata la vasta ed elegante sala refettorio con il piccolo pulpito e, al primo piano ben 8 comode stanze per i religiosi della comunità.

Il convento fu soppresso nel 1866 e subito riscattato nel 1877. Nel 1960 su progetto dell’Ing. Tommaso Leante, furono realizzati accanto all’antica struttura nuovi ambienti sia per la Comunità e sia per il Noviziato.