Castellaneta Convento S. Francesco

Guardiania
Casa di formazione per i Professi Temporanei
Parrocchia extra-conventuale

Alla fraternità è chiesto il delicato compito della cura della Formazione iniziale dei Professi Temporanei. Tutti i frati professi solenni della fraternità costituiscono il Cœtus di formazione.
Ai frati è affidata l’animazione della Comunità parrocchiale extra-conventuale.
I frati curano la comunione con le Sorelle Povere di Castellaneta.

Contatti

Convento “San Francesco d’Assisi” – Castellaneta (TA)

Via San Francesco, 138 • 74011 Castellaneta (TA)
Tel.: 099.8491317
Email: fraticastellaneta@virgilio.it
Sito Web:
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Fraternità

fr. Marmorino Adolfo    
Guardiano, Economo, Maestro dei Professi Temporanei, Vicario Parrocchiale

fr. Carriero Pasquale
Vicario, Vicario Parrocchiale

fr. Di Lauro Gregorio
Parroco, Vice-Maestro dei Professi Temporanei

fr. Orlando Luigi                        
Definitore prov.le, Direttore Istituto Teologico Santa Fara

FRATI PROFESSI TEMPORANEI

fr. Raho Gabriele
fr. Bozza Andrea
fr. Del Mastro Bruno
fr. Santoro Giulianofr. (Studente II anno)
fr. Gatto Gregorio

Contattaci

Storia

Con la Bolla “Sacrae religionis” del 6 Settembre 1471 il Pontefice Sisto IV concedeva ai Frati Minori della Regolare Osservanza, con il benestare di Ferrante di Aragona, di accettare la chiesa già costruita in onore di S. Francesco per iniziativa dei fedeli di Castellaneta, situata alquanto distante dalla città e di abitare il convento annesso.

Il Pontefice Clemente VIII (1592-1605) col Breve “Alias ex decreto” dispose nel 1603 che pure la dimora conventuale di Castellaneta, come era accaduto per altri conventi costruiti dai Frati Osservanti, fosse abitata dai Frati Riformati.

Subito i Frati della nuova Riforma, secondo le loro rigide convinzioni di povertà, operarono la trasformazione e il completamento della casa religiosa con i proventi della vendita dei Legati degli Osservanti e col sostegno economico del Principe di Castellaneta, Nicola Bartirotti e della sua famiglia.

                  In questa fase durante la quale si realizzavano modifiche e ampliamento alla struttura fu innalzato sopra al corridoio del primo piano che guarda la città il belvedere, configurato in veranda coperta scandito da una fuga di archi a tutto sesto.

Le celle furono rimpicciolite e i corridoi ridotti alle dimensioni rese obbligatorie per tutti i Conventi abitati dai Frati Riformati (m. 2,50 di altezza e m. 2,19 di larghezza).

 Nel 1726 il guardiano, P. Benedetto di S. Vito dei Normanni, fece affrescare il quadriportico dal materano Giovan Battista Conversi, come è scritto nella parte interna della foresteria.

Anche la chiesa subì trasformazioni che riguardarono l’abbassamento della navata destra per ottenere celle al primo piano e, soprattutto la costruzione della volta in pietra eliminando la copertura in legno e raddoppiando i muri perimetrali. L’altare fu avanzato riducendo il presbiterio e creando dietro l’altare il coro di giorno e sopra il coro di notte.

Il retablo dell’altare centrale con la custodia è opera dell’intagliatore Fra Francesco Maria di Gallipoli, l’altare di S. Antonio ed altre sculture in legno sono espressione dell’arte raffinata di Fra Giuseppe di Soleto. Il Calvario francescano è opera di Fra Angelo di Pietrafitta. Nel 1708 Fra Ludovico di Gioia del Colle affrescò il refettorio e la chiesa.

Contribuirono a rendere la chiesa dei Frati Riformati Francescani di Castellaneta sempre più bella e più ricca di opere d’arte nel campo figurativo su tela i più esperti maestri di pittura: Fra Francesco da Martina Franca (S. Antonio di Padova, la scena sopra l’altare centrale, S. Francesco che riceve le Stimmate), Fra Giacomo di S. Vito dei Normanni (i Santi Pietro d’Alcantara e S. Pasquale Baylon, S. Bonaventura, l’Immacolata, S. Salvatore da Horta). La chiesa fu consacrata il 17 Maggio 1706 dall’Arcivescovo di Otranto, Mons. Francesco Maria D’Aste e dall’Abate Francesco Carlino.

Il convento di Castellaneta subì gravi danni con la soppressione del 1811 e nel 1866, quando gli ambienti conventuali furono utilizzati dal Comune come ricovero di mendicità. Nel 1896 il Vescovo francescano di Castellaneta, Mons. Matteo Giocondo De Nittis, riscattò il convento e lo offrì ai Frati Minori.

Il 12 Maggio 1979 è stata inaugurata la Parrocchia di S. Francesco d’Assisi che Mons. Guglielmo Motolese, Arcivescovo di Taranto e Vescovo di Castellaneta, ha affidato ai Frati Minori, i quali di recente servono la nuova grande chiesa dei Santi Francesco e Chiara, posta al centro del moderno quartiere.